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I BOSCHI
A sud del comune di Pontirolo Nuovo si estendono due boschetti che
rappresentano lembi residuali di boschi planiziali che un tempo
occupavano ampie aree della nostra pianura bergamasca; il primo
che si incontra procedendo verso Treviglio è il Bosco Orfano,
conosciuto anche come Bosco del Becal; il secondo, distanziato dal
precedente da una piccola radura, è il Bosco del Lupo.
Sebbene i bue boschetti siano strutturalmente e floristicamente
simili, il Bosco Orfano presenta una maggiore valenza naturalistica
data, oltre che dall’elevata diversità e ricchezza
floristica anche dal riscontro di un minor numero di esemplari della
specie esotica roninia (Robinia pseudoacacia), da una maggior estensione
areale e da una migliore diversificazione strutturale.
Il Bosco Orfano
Il bosco è situato a sud-ovest del comune
di Pontirolo Nuovo e si insedia in parte su un una scarpata alluvionale
del fiume Adda e in parte nell’ area pianeggiante sita ai
piedi del dislivello morfologico; sebbene abbia un estensione limitata
(occupa una superficie di circa 7ha) rappresenta un bosco misto,
disetaneo e ben strutturato in uno strato arboreo, alto arbustivo,
basso arbustivo ed erbaceo.
Nello strato arboreo la specie più rappresentativa è
la farnia (Quercus robur), presente in tutta l’area boscata,
con esemplari che raggiungono considerevoli dimensioni: il diametro
medio dei tronchi è di 35cm, con esemplari che arrivano a
50cm; inoltre la presenza di numerose giovani plantule che compaiono
durante il periodo vegetativo è indice di un continuo rinnovamento
di questa specie.
Altra presenza arborea è il carpino bianco (Carpinus betulus),
sebbene con pochi esemplari sparsi, infatti si tratta di una specie
pioniera che tende a scomparire quando il bosco tende o raggiunge
la maturità.
L’olmo (Ulmus minor) si insedia in particolare in una zona
depressa pianeggiante situata al margine sud-ovest del bosco in
compagnia della farnia dove il suolo è umido a causa della
morfologia del terreno che favorisce il ristagno dell’acqua.
La specie arborea con il maggior numero di esemplari è l’esotica
robinia (Robinia pseudoacacia); si tratta di una specie che un tempo
non faceva parte dei boschi naturali, infatti fu introdotta in Europa
dagli Stati Uniti nel 1601 da Robin come pianta ornamentale e in
seguito ebbe una rapidissima espansione e fu utilizzata come pianta
per rimboschimenti.
Altra presenza “fastidiosa” è quella del rovo
(Rubus gr. caesius), tipico delle fasce boschive a forte disturbo
antropico, anche se nel Bosco Orfano non possiede un elevato sviluppo
ma risulta limitato a una piccola stazione.
Lo strato arbustivo è ben sviluppato con molti esemplari
tra cui il nocciolo (Corylus avellana), il sanguinello (Cornus sanguinea),
il corniolo (Cornus mas), l’acero (Acer campestre), il sambuco
(Sambucus
nigra), il biancospino (Crataegus monogyna), la rosa selvatica
(Rosa arvensis); grande importanza è data dalla presenza
del pungitopo (Ruscus
aculeatus) in vaste aree del bosco,
specie protetta dalla legge regionale n°33 del 1977 (L.R. 33/77).
Lo strato erbaceo è ricco di specie tipiche di sottobosco
(dette nemorali) tra cui l’anemone dei boschi (Anemone
nemorosa), la pervinca (Vinca minor), il ranuncolo (Ranunculus
ficaria), l’edera comune (Hedera
helix), la primula (Primula vulgaris) e l’aglio orsino
(Allium ursinum).
Il bosco è attraversato da un sentiero pedonale di dimensioni
variabili: inizialmente è molto stretto, in seguito si dirama
e allarga notevolmente; ai bordi del sentiero si notano popolamenti
tipici di margine come: Viola riviniana, Viola reichenbachiana,
Poa trivialis, Luzula pilosa, Allium ursinum, Veronica hederifolia.
E’ nel mese di marzo che il sito appare di estrema bellezza
paesaggistica, in quanto avvengono le fioriture dell’ Anemone
nemorosa e della Vinca minor, che ricoprono quasi interamente
il livello dello strato erbaceo e accanto al sentiero si possono
osservare i bucaneve (Galanthus
nivalis), altra specie protetta, e esemplari di Crocus biflorus.
La qualità dell’area
risulta nel complesso elevata, per questo motivo dovrebbero essere
prese misure atte a tutelare l’intera area boscata al fine
di evitare danneggiamenti e riduzioni della superficie attualmente
occupata; un importante elemento di disturbo può sicuramente
essere il sentiero che in alcuni tratti pianeggianti aumenta notevolmente
di dimensione e si dirama creando un frazionamento dell’area
boscata con conseguente formazione di “isole” e molti
spazi aperti che potrebbero favorire l’insediamento di specie
marginali e esotiche che causerebbero un impoverimento floristico
e conseguente perdita di naturalità e valore.
(Testi
e fotografie di Giovanna Angelucci)
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