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TESTIMONIANZE
ROMANE E ALTO-MEDIEVALI
Liceo classico "S.Weil"
I campi situati a nord, a ovest e a sud del
nucleo urbano di Treviglio hanno restituito a più riprese,
a partire dalla metà dell’800, reperti romani di epoca
tardoantica ( III – V sec. d.C.)
Si tratta di tombe, alcune delle quali a cappuccina, embrici e tegole,
monete, ceramica di uso comune, piccole macine da grano e perfino
un’ara in pietra lavorata.
In particolare quattro sono le aree interessate dai ritrovamenti:
la zona di Portoli (“campo S. Maurizio”), che si attraversa
per raggiungere il parco del Roccolo, l’area della cascina
Pezzoli, la Valle del Lupo e la zona del Castel Cerreto.
LE VIE DI COMUNICAZIONE E LA TOPONOMASTICA
Alle testimonianze archeologiche vanno associate le tracce che il
passato ha lasciato nella topografia e nella toponomastica: il tracciato
viario di alcune strade, il cui andamento ortogonale ha le sue radici
nella centuriazione romana dell’ “ager bergomensis”
ed alcuni nomi di vie e località di chiara origine latina.
Così al parco del Roccolo si arriva percorrendo una linea
retta che, partendo da piazza Insurrezione, prosegue lungo via Marconi
e via del Bosco, una delle vie più antiche del territorio;
“Portoli”, il toponimo della zona indicata nel Quattrocento
come “ad portulos”, rinvia ad una “portula”
ovvero un “porto”, guado o traghetto sull’Adda
raggiungibile ad ovest oltre il parco.
Tutti questi elementi suggeriscono una presenza romana relativamente
consistente nella Geradadda: possiamo immaginare che tra IV e V
sec. l’area, attraversata da importanti vie di comunicazione
stradale e fluviale che collegavano “Mediolanum”, “Bergomum”
e “Brixia”, fosse caratterizzata dalla presenza di “villae”,
cioè fattorie o raggruppamenti di fattorie circondate da
latifondi, progenitrici delle attuali cascine.
Dallo sviluppo di queste “villae” in agglomerati semiurbani
e dalla loro successiva aggregazione potrebbe aver avuto origine
in epoca altomedioevale il primo nucleo urbano di treviglio, toponimo
che pare confermare tradizionalmente questa ipotesi: “tres
villae”, Portoli ad ovest, Pisgnano a sud e Cusarola a nord,
raggruppatesi intorno al luogo su cui sarebbe stata poi eretta la
Basilica con il suo campanile.
È rimasto qualcosa di tutto ciò? Vogliamo dire, qualcosa
di visibile nel territorio da noi studiato? Ebbene, sì.
LA CENTURIAZIONE
Si tratta di importanti tracce di centuriazione romana.
Anche un ciclista dei giorni nostri, sulla sua bicicletta, si imbatterà
nei resti di ciò che videro i soldati e gli agricoltori romani
circa 2000 anni fa (vedi itinerario Blu da
Treviglio a . Pontirolo) lungo questa strada sono tuttora
visibili tracce della centuriazione romana.

La centuriazione
era un un sistema romano di suddivisione del territorio ( ager publicus)
in quadrati di 200 iugera (circa 2500 MQ) l’uno
Lo strumento per tracciare la "centuriatio"
era la "groma".
La "groma" era formata da quatro
listelli di legno, lunghui circa 45 cm., che reggevano quatro fili
a piombo; l'asta che li sorreggeva era piantata sul terrreno in
modo che il centro fossesulla verticale del cerchietto inciso sulla
pietra.
Naturalmente questa era la forma classica di centuriazione, perché
c’erano vari metodi di suddivisione a seconda della morfologia
dei territori.
Esempi di "centuriatio" erano nel libro dei "Gromatici
veteres."

La centuriazione
si basava sull’incrocio di due assi ortogonali, chiamati decumano
massimo e cardo massimo che si irradiavano dell’ombelicus,
centro e punto d’origine della centuriazione.
Da questi ultimi partiva una maglia di assi paralleli al decumano
e al cardo.
Possiamo vantarci del fatto che nel II sec. a.C. la Pianura Padana
fu oggetto della prima centuriazione regolare.
E mentre Augusto ( 27 a.C.- 14 d.C.) saliva al potere, acclamato
dalla folla, e dava inizio all’epoca imperiale, venne aperta
la strada Mediolanum Brixia che attraversava l’Adda e Pons
Aureoli (=Pontirolo, attuale Canonica D’Adda).
Nel settore centrale e centro occidentale, la centuriazione romana
ricalca la direzione delle linee di massima pendenza per facilitare
il drenaggio dell’area.
I limiti delle suddivisioni sono arrivate fino a noi perché
coincidevano con i corsi dei fiumi che, con la forza dell’acqua
e il trascorrere inesorabile del tempo, sono riusciti a modificare
il territorio.
ALTRE TESTMONIANZE
Oltre ai segni della centuriazione romana, si possono ammirare anche
i resti di cascina, come la Cascina Manache, dove è stata
rinvenuta una tomba tardo-gallica del II-I sec. a.C. Varie sono
le tombe: per esempio, quelle gallo romane risalenti al I sec. a.C.
nelle vie XXIV maggio, Brignano 3, Campo S.Maurizio, Predio D’Addina,
a Treviglio; quelle romane ( dopo il 44 a.C. venne conferita la
cittadinanza romana agli abitanti dell’Italia settentrionale)
nelle Cascine alle Battaglie, nella Cascina Pelisa, nella Cascina
Tempoperso.
Alla convivenza tra Galli e Romani durante il I e II sec. a.C. risalgono
un’ara senza epigrafe (anepigrafe!) ritrovata nel Convento
dei Cappuccini e tombe tardo romane nelle Cascine Poldi-Pezzoli,
S.Zeno, S. Eutropio e Cusarola.
Trovato rifugio in una di queste cascine e comprato con delle monete
(ritrovate in via Verga risalenti al 302 d.C.) del pane e dell’acqua
per rifocillarsi, i soldati possono riposare, come anche il nostro
ciclista, che potrà approfittare invece di uno dei punti
di ristoro presenti a Treviglio
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