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CANONICA
GERA D’ADDA – S. ANNA
Liceo classico "S.Weil"
Sembra incredibile a guardarla oggi:
la chiesetta di S. Anna, che sorge oggi, un po’ in disparte,
lungo la strada asfaltata che unisce Fara a Canonica, fu nel Medio
Evo tappa di folle di pellegrini.
Il pellegrino medievale di solito proveniva nel territorio compreso
fra Milano e Bergamo dalla Francia.
Lungo l’intero itinerario erano presenti luoghi dove si poteva
provvedere al cambio di cavalli (mutationes), luoghi dove aveva
la possibilità di ristorarsi e alloggiare (mansiones) e centri
di soccorso e assistenza gratuita per poveri, malati e anche viandanti
bisognosi di un temporaneo ricovero (hospitales).
Certo coloro che affrontarono questo viaggio nell’Alto Medioevo
incontrarono maggiori difficoltà; anche il nostro territorio
da sempre a destinazione agricola subì a seguito della caduta
dell’impero romano e delle invasioni barbariche una certa
decadenza: mancata manutenzione delle strade, contrazione degli
abitati sfascio delle opere pubbliche, specie quelle a vie consolidamento
degli argini, ristabilirsi di foresta e pascoli a discapito dei
coltivi, precarietà delle vie di comunicazione in genere.
Un po’ più facile la vita dei viandanti nel Basso Medioevo
grazie alla ripresa innescata da abbazie e monasteri: strade più
sicure, zone bonificate, coltivazioni più ordinate e differenziate
e quei luoghi di ristoro e sosta di cui si è accennato.
Lasciata Milano, il percorso in direzione di Vaprio d’Adda
prevedeva una giornata circa di cammino e il pellegrino aveva modo
di trascorrere la notte e rifocillarsi presso la chiesa di San Colombano
all’imbocco del paese o presso il monastero delle monache
vallombrosane di San Carpoforo in località Monasterolo.
Giunto sulle sponde dell’Adda, il pellegrino aveva la possibilità
di oltrepassare il fiume a Pons Aureoli, oggi Canonica d’Adda,
allora importante luogo di transito commerciale grazie al ponte
romano.
Lasciandosi alle spalle l’abitato di Pons Aureoli, proseguendo
lungo l’argine del fiume verso Fara d’Adda, il pellegrino
incontrava in località Vallazza la chiesetta di S. Anna.
Ad accoglierli trovavano alcuni sacerdoti e chierici che gestivano
un ospizio.
Di esso non rimane più traccia: è rimasta la chiesa
che gli sorgeva accanto. In questa, prima di riprendere il faticoso
cammino per Gerusalemme, i pellegrini si raccomandavano a Dio.
L’edificio quale si presenta oggi è sei-settecentesco
e si distingue per l’accogliente nartece su pilastri in cotto
e l’agile campaniletto a vela.
Nulla rimane delle decorazioni interne: la Chiesa ha subito infatti
un lungo periodo di avvilente abbandono, da cui l’ha riscattata
un recente intervento di restauro. S. Anna ringrazia…
Canonica chiesa di S.Anna
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