ITINERARIO BLU
IN BICI PER LA GERADADDA

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Lunghezza:
km. 25, 7
Fondo:
in gran parte asfaltato. Si segnalano brevi tratti su strade percorse da intenso traffico.
Difficoltà:
media, dovuta unicamente alla lunghezza del percorso.
Interesse:
l’itinerario offre la possibilità di toccare zone fra loro molto eterogenee: da aree di aperta campagna di un certo pregio naturalistico a zone in cui si evidenziano i problemi di conservazione dell’habitat dovuti soprattutto alla presenza massiccia di opere di cavazione.
Il filo conduttore del percorso è costituito dalle chiese campestri disseminate nella zona, costruzioni di scarso rilievo architettonico, ma di sicuro interesse storico.


Descrizione:
si parte dal piazzale della stazione Ovest di Treviglio, da cui si sviluppa sulla sinistra V. Visconti.
La si percorre interamente fino ad innestarsi su V. del Bosco: allo stop di fianco al Palazzetto dello Sport si svolta a destra.

verso il Roccolo

Si percorre questa strada asfaltata per circa km. 3 fino ad imboccare una ripida discesa, ai piedi della quale si può sostare ad ammirare la chiesa del Roccolo nel parco mantenuto dalla locale sezione degli Alpini


.

il Roccolo, la chiesetta del Redentore

Dedicata al Redentore, la chiesetta neogotica fu edificata dalla famiglia Pescali nell’anno giubilare 1900, sul luogo in cui fu rinvenuta una radice a forma di croce durante i lavori di sistemazione di una preesistente stazione di cattura degli uccelli di passo (il ‘roccolo’ appunto).
E’ meta da sempre delle gite fuori porta dei Trevigliesi.

parco del Roccolo il fontanile

il parco del Roccolo planimetia

Si riprende a pedalare fino all’intersezione sulla destra con V. V Alpini, che sbocca sulla strada provinciale Treviglio-Cassano.
Prestando grande attenzione al traffico, la si imbocca svoltando a sinistra per abbandonarla dopo poche centinaia di metri per la prima strada asfaltata a destra, che conduce ad una grande azienda agricola, la Cascina Pallavicina.

verso la cascina Pallavicina

Superata questa, il percorso si fa sterrato e sui snoda attraverso campi e rive boscate fino a raggiungere la chiesa di S. Nabore.

cappella di S.Nabore

Di origini antichissime, intitolata al martire milanese S. Nabore, essa è poco più di un’edicola votiva.
Secondo una leggenda locale nei suoi dintorni trovarono sepoltura alcuni morti della peste manzoniana (1629-1630) alla cui intercessione si attribuivano miracoli: di qui l’appellativo di ‘Morcc del Senabor’ per l’edificio e l’uso di appendere alla grata fazzoletti o strisce di tessuto a ricordo della visita al luogo da parte dei fedeli.

Si segue nuovamente lo sterrato sino ad intercettare la strada asfaltata.
La si oltrepassa, continuando per km. 2 circa nuovamente su via campestre a fondo sterrato prima e asfaltato poi, avendo cura di svoltare sempre a sinistra ad ogni incrocio con altre strade

verso Fara

Fara d'Adda, il canale

Fara d'Adda, il ponte pedonale sull'Adda

Fara, il linificio

Fara, la Basilica Auterana

Fara, S. Alessandro

Si raggiunge così V. Crespi a Fara Gera d’Adda all’altezza del cimitero: si svolta a destra e si segue tale arteria sino a uscire dal centro abitato in direzione Canonica d’Adda. Sulla sinistra ci appare l’edificio restaurato della Chiesa di S. Anna.

la chiesa di S.Anna

la chiesa di S.Anna

Di origini medievali, la chiesa sorge in corrispondenza di un tratto dell’itinerario Burdigalense, ossia di un percorso internazionale (già tardoantico) che portava folle di pellegrini dalla Francia a Gerusalemme. Essa fu fondata, insieme ad un annesso ospizio di cui non rimane più traccia, per garantire assistenza, materiale e spirituale, ai viandanti.

Si raggiunge l’abitato di Canonica. Lì s’imbocca V. M. da Caravaggio, che diverge a destra dalla strada principale esattamente di fronte al moderno edificio del Municipio.
Si seguono le indicazioni per Pontirolo Nuovo.

Pontirolo

Pontirolo, S. Giuseppe

Raggiunto il confine dell’abitato di questo, si prende a sinistra V. G. Merini, che conduce in leggera salita nel centro storico.
Qui, percorsa V. S. Rocco, si prende V. Giovanni XXIII, che taglia a sinistra dalla strada principale esattamente all’angolo della chiesetta di S. Rocco.
Si raggiunge perciò V. Treviglio all’altezza del Municipio e si svolta a destra. Dopo qualche centinaio di metri si nota, sulla destra, la Chiesa dei Ss. Faustino e Giovita.

SS.Faustino e Giovita

La chiesetta, attualmente in pessime condizioni, si pone, come già S. Anna a Canonica d’Adda, lungo l’itinerario Burdigalense. Deve dunque essere di antiche origini: costituiva un punto di sosta devozionale per i pellegrini medievali che si raccomandavano ai due santi martiri cui è intitolata.

Continuando a pedalare si raggiunge un’arteria piuttosto trafficata, che collega la statale Francesca a Treviglio.
Allo stop si volta a sinistra fino al primo incrocio: qui si gira a destra in direzione Arcene. Dopo il sottopasso ferroviario, si prosegue su asfalto per una centinaio di metri, per piegare poi a sinistra sulla prima strada sterrata che s’incontra, la quale corre quasi parallela alla linea ferroviaria.
E’ qui che sorge, sul bordo di un fossato, la Chiesa di S. Zenone.

chiesetta di S:Zenone

La cappella appare piuttosto recente, ma deve essere stata preceduta da altre costruzioni più antiche. Il culto di S. Zeno, vescovo di Verona invocato contro i danni prodotti dalle inondazione e dagli acquitrini, era infatti molto diffuso nella nostra zona nel Medio Evo. Arcene in particolare si trovava, sino a non molto tempo fa, lungo la linea dei fontanili e il suo territorio doveva essere ricco di risorgive e paludi.

Si ritorna sulla strada asfaltata per il medesimo percorso compiuto, o piegando a destra, poco oltre la cappella, sulla prima via asfaltata. Si percorre a ritroso l’itinerario sino a raggiungere l’incrocio con la strada che conduce a Treviglio.
Qui, seguendo le indicazioni stradali, ci si porta nella zona nord della città. Dopo il sottopasso ferroviario si prende a destra (V. V. de Gama).
Raggiunto il semaforo si oltrepassa l’incrocio tenendo la destra: si imbocca così il viale alberato (V. M. Buonarroti).
Al termine di questo si piega a destra e ci si ritrova al punto di partenza.


   
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