ITINERARIO
ROSSO
IN BICI PER LA GERADADDA
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Lunghezza:
km. 16, 5.
Fondo:
in gran parte asfaltato.
Difficoltà:
itinerario facile.
Interesse:
il percorso appare particolarmente godibile,
in quanto si transita su strade secondarie che percorrono alcuni
tratti fra i più suggestivi delle nostre campagne, avendo
come elemento unificante la visita ad antichi cascinali e a borghi
rurali.
Descrizione:
Si parte dal piazzale della stazione Ovest di Treviglio, e si segue
il tragitto segnalato per l’itinerario ‘blu’ sino
al Laghetto Treviza. Lì, invece che svoltare a destra per
V. V Alpini, si prosegue sul rettilineo asfaltato sino ad incrociare
la prima strada campestre sterrata sulla destra.
Questa conduce all’interno della Cascina Pezzoli.

cascina Pezzoli
Si
tratta di una delle costruzioni rurali più grandi e significative
del territorio trevigliese. Il suo aspetto attuale è ottocentesco,
ma l’insediamento ha origini certo molto più antiche,
come dimostrano i reperti archeologici di età romana affiorati
nei campi circostanti, un tempo ricoperti da un imponente foresta,
il bosco Monestirone.
Uscendo dalla corte della cascina,
si attraversa il provinciale Treviglio-Cassano imboccando un tratto
di asfalto che conduce in direzione della Cascina Pallavicina.

verso la cascina Veneziana

verso la cascina Veneziana
Si segue tale tragitto, come nell’itinerario
precedente, fino ad incrociare una strada asfaltata in corrispondenza
della Cascina Veneziana.

cascina veneziana, il complesso
rustico

cascina Veneziana, la villa padronale

cascina Venezianala chiesetta
di S.Eurosia
E’
questo un complesso di origini almeno seicentesche costituito da
casa padronale turrita (a destra della strada asfaltata) e dalle
costruzioni rurali (sulla sinistra).
Di queste fa parte anche una graziosa chiesetta, dedicata a S. Eurosia
(principessa boema del IX sec.), eretta nel Settecento.
Si gira a destra, ed in breve ci
si ritrova nel piccolo centro di Badalasca, in territorio comunale
di Fara Gera d’Adda.

complesso della Badalasca, la
chiesetta
Il
cuore di esso è formato dalla ‘Cassina grande’:
un abitato rurale che si sviluppa attorno non ad una, ma a ben due
corti, con annessa chiesetta: un fatto eccezionale per i cascinali
della nostra zona. Il complesso risale almeno al Quattro-Cinquecento:
allora una potente famiglia milanese, i Melzi, acquisì qui
un’enorme proprietà fondiaria che formò il comune
di Massari de’ Melzi, distaccato dal territorio farese fino
al 1871.
Raggiunta una rotonda, si prosegue
diritti, mantenendosi poi su strada asfaltata per un km. circa,
fino a quando s’incontra, sulla sinistra, la Cassinetta.
Nonostante
in tempi recenti un incendio ne abbia devastato stalle e fienili,
essa appare una testimonianza suggestiva dell’architettura
rurale più tipica delle nostre zone: su due lati attorno
alla grande corte centrale si sviluppano le abitazioni dei contadini
precedute da ampi porticati, negli altri due sono alloggiati fienili
e stalle.
E’ di origini almeno quattrocentesche.
Sempre seguendo la strada asfaltata,
si aggira la Cassinetta sino a individuare l’inizio di uno
sterrato segnalato da una croce in legno.
Lo si imbocca e lo si percorre per intero sino a riuscire sull’asfalto.
Qui si svolta a destra e si prosegue fino ai piedi di una piccola
salita.
Si seguono allora le indicazioni stradali per Treviglio, svoltando
a destra dopo la salita stessa. Si pedala per qualche km., dopo
di che si avvista il borgo di Castel Cerreto.

verso Castel Cerreto
Lo si raggiunge dopo aver imboccato una strada secondaria che si
distacca a sinistra della principale e il cui inizio è segnalato
da due robusti tigli.
Questa
frazione di Treviglio ha conservato fino ad oggi intatto il suo
carattere rurale.
E’ infatti costituito da tipici cascinali (oggi in gran parte
bisognosi di restauro)stretti attorno ad un edificio con torre (‘il
castello’).
L’aggettivo ‘Cerreto’ ricorda come nel Medio Evo
intorno all’abitato si estendessero ampi boschi di cerri (una
varietà di quercia).

Castel Cerreto, il Castello
Raggiunto ‘il castello’
si prende a destra. Si percorre l’asfalto sino al primo stop,
quindi si gira di nuovo a destra costeggiando la roggia.
Allo stop successivo si gira a sinistra: la strada supera il canale
e si svolge in leggera pendenza fino alla frazione Geromina.
Ci si mantiene su di essa fino ad incrociare sulla destra V. Fara.
Si percorre questa fino all’intersezione, sulla sinistra,
con V. Isser, che conduce ad un incrocio servito da semaforo. Lo
si oltrepassa per immettersi in V. Magenta: al primo stop si gira
a sinistra e dopo poche decine di metri si raggiunge la Stazione
Ovest. |