DA TREVIGLIO A RIVOLTA D’ADDA
I GRANDI ITINERARI IN BICICLETTA

Itinerari nella campagna tra arte e paesaggio



Estensione; 13 km andata
Clilabilità: 100%
Tipo di fondo: misto asfalto e sterrato compatto.
Viabilità: strade senza traffico,attenzione al’attraversamento di Casirate e della strada provinciale Rivoltana
Percorso facile di km 12 misto su asfalto e terra battuta


il percorso

Partenza parcheggio del Palazzetto dello sport di Treviglio, dietro cento commerciale il Pellicano
Dando le spalle al Palazzetto dello Sport siimbocca la via del Bosco, girando a destra.
Si inizia una breve discesa per il doppio sottopasso della ferrovia, la strada poi risale e prosegue con un lungo rettilineo che continua in discesa, dopo aver oltrepassato le rogge Firone e Vailata e imbocchiamo una ripida discesa si arriva al parco del Roccolo con l’omonima chiesetta.
Il termine “Roccolo” appartiene alla tradizione linguistica dell’ Italia settentrionale e designa un luogo destinato all’appostanento fisso per l’ uccellagione on reti o pergolato e siccome in genere è posto incima ad una altura deriva dalla radice “rocca”.
La Chiesa in stile eclettico “neo gotico lombardo” del Roccolo è dedicata al Crocifisso. Fu edificata dai fratelli Pescali in memoria di un loro defunto e in occasione del ritrovamento di una grossa radice cruciforme.

la chiesetta del Roccolo

L’associazione Alpini di Treviglio, con la collaborazione della Banca di Credito Cooperativa di Treviglio ha realizzato un accogliente parco attrezzato, con un percorso botanico e faunistico che si sviluppa attorno ad un fontanile trevigliese.

il fontanile del Roccolo

Superando il parco del Roccolo.; dopo la chiesetta Madonna degli Alpini nel parco del Roccolo, meta di gite fuori porta, si continua diritti e la strada si appiana.


Continuando sulla strada maestra, sulla destra si vedrà il laghetto Treviza che è stato realizzato dallo sfruttamento di una cava in disuso (Presso il centro è possibile praticare la pesca sportiva e altri sport).
al primo bivio (traliccio dell’alta tensione) svoltiamo a sinistra in direzione del sottopasso della ferrovia, e si entra nel territorio del Comune di Castrate d’Adda.
Dopo la cascina Martinelli a sinistra, si passa sotto la ferrovia e si prosegue raggiungendo e superando
le cascine Malossetta, Mandellina e Malossa.
Dopo le cascine, a sinistra, subito prima di un piccolo laghetto artificiale, si imbocca una strada sterrata che per un breve tratto rettilineo è piana, poi, dirigendosi verso destra, aumenta lievemente la sua pendenza.


Mantenendo la destra, si arriva in costa alle prime case della periferia di Casirate d’Adda, dove la strada si
fa di nuovo asfaltata e in lieve discesa (mantenere la destra).
Incrociamo la strada che dal centro di Casirate conduce alle cascine San Pietro, in territorio di Cassano D’Adda, proseguiamo diritto entrando nel paese lo attraversiamo lungo dalla statale “bergamina
Il nome della strada Bergamina deriva dai “bergamini” che erano i pastori che scendevano dalle montagne con le pecore a svernare in pianura. Tuttora è possibile vedere i pastori con il loro gregge.
La storia di Casirate é simile a quella degli altri paesi della Geradadda.
Si fa risalire la sua nascita all’età longobarda o verso la fine dell’età romana come agglomerato di abitazioni, come terreno “ casariatum “.
Nell’antichità era sulle rive del lago Gerundo e quì fu ritrovata una mezza colonna di pietra con un anellone infisso che serviva per ormeggiare i natanti e che si trova presso la cascina S. Gregorio.
Da vedere a Casirate:
La Chiesa Parrocchiale di S. Maria Immacolata risalente al VIII secolo venne rifatta nel 1790, essa raccoglie opere di pittori locali, è famosa per la bella scalinata rivolta verso i campi della Geradadda.

Casirate S. Maria Immacolata

Il Palazzo Cambiani è costituito da una massiccia torre realizzata nel 1563 dai conti Menclozzi.
La Chiesa di S Luigi e S. Rocco, si narra che fu utilizzata come lazzaretto durante la peste del seicento, che i casiratesi ricordano come “la peste manzoniana”, essendo Alessandro Manzoni legato a questo paese per la moglie Enrichetta Blondel. La chiesetta si presenta con un porticato d’ingresso a colonne mentre l’interno è molto semplice, quasi rinascimentale, tale da far pensare che fu costruita prima del seicento. Ma per ora non vi sono notizie certe.
La Villa Paladini, casa natale di Enrichetta Blondel, oggi è municipio, l’edificio a pianta ad U, conserva affreschi di M. D’Azeglio.


All’ uscita del paese, sulla strada verso Arzago, si giunge ad un semaforo, prendiamo la strada a destra verso il polo industriale di Casirate.
Poco più avanti, sulla destra possiamo vedere ciò che resta degli impianti petroliferi della Malossa, dove negli anni ‘70 furono scoperti dei giacimenti di greggio.
Allora s’inneggiò precocemente ad “un Eldorado petrolifero”: si sondò tutto il territorio circostante ma poco fu trovato e ben presto anche gli impianti furono chiusi e rimangono oggi “cattedrali nel deserto”.
Dopo aver superato la roggia Vacchera, il Forcone e la roggia Signora, a sinistra troviamo l’oratorio del Corneanello, posto tra la roggia Cremasca e la roggia Pandina.

L’oratorio del Cornianello, o chiesa di S. Maria del Corniano, è nominata per esteso nella bolla di Lucio II diretta ad Alberto Quadrelli (1144). Sembra che il nome Corniano derivi dalla semi-latinizzazione di “Curiae“ Degni di nota sono il portico, gli affreschi della cappella a volta, il simulacro di legno della Vergine e il pavimento di laterizio.

chiesa di S. Maria del Corniano

Proseguendo sulla strada principale possiamo imboccare a destra la strada che conduce alla cascina Rancata, notevole esempio d’arte rurale, a tipologia bergamasca, (area vincolata dal Parco Regionale Adda Sud).

la settecentesca cascina Rancata


Dalla attraversando la cascina Rancata seguendo una sterrata a destra e prendendo poi la prima sterrata a destra è possibile raggiungere il bosco del “Cantucco” una riserva Orientata del parco Adda Sud, si tratta di un bosco originario costituito da essenze della fascia collinare-basso montana con interessanti presenze micologiche
Oltrepassiamo la strada proveniente da Cassano D’Adda e imboccato una viottolo sterrato attraversiamo la “Rivoltana” ed entriamo in Rivolta(comune del parco dell’Adda Sud).

Rivolta d’Adda

Rivolta d'Adda mappa del Catasto del Lombardo Veneto

la storia
Il primo documento riguardante Rivolta è del 493 dove si afferma che essa era attribuzione privilegiata di Alione, conte d’Italia e dominatore dei territori del Verbano vicini ad Angera.
Successivamente Rivolta è accomunata alla storia della Gera d’Adda e a tutte le sue invasioni (longobardi, franchi.....).
Durante il periodo delle signorie Rivolta fu legata al Ducato di Milano anche se in più occasioni divenne di questo o dell’altro invasore.
Data importante per Rivolta fu il 1860 quando i piemontesi divisero, con scarsa logica, la “naturale provincia “, posta sulle fertili terre della Gera d’Adda, in due settori, assegnando il Lodigiano a Milano e Rivolta a Cremona.
Determinante per Rivolta fu il ponte sull’Adda che la lega al territorio milanese. Si afferma che fu costruito da Barbarossa quando si recò ad assediare Milano. Ma fonti certe sostengono che effettivamente il Barbarossa attraversò l’Adda a Rivolta ma a guado. Fino a cinquant’anni fa per attraversare questo ponte, costruito in legno, bisognava pagare un pedaggio.
Da vedere:
L’originario impianto romano della maglia viaria dell’abitato è stato ben conservato e converge verso la piazza centrale che si sviluppa ad anello attorno alla Basilica Romanica di S.Maria e S.Sigismondo.


Basilica S.Maria e S.Sigismondo.
Costituisce uno splendido esempio di architettura romanica, su cui sono stati effettuati interventi in varie epoche.
La chiesa è strutturata a tre navate, ha una facciata a salienti che ha subito rimaneggiamenti a inizio secolo.
Tutto il perimetro dell’edificio è percorso da archetti pensili e i muri sono costituiti da mattoni disposti a spina di pesce.
La costruzione ebbe inizio all’incirca nel 1030, dopo la conquista di Rivolta d’Adda da parte dei milanesi e completata nel XII secolo.
In molti tratti architettonici l’edificio richiama la Basilica di S. Ambrogio di Milano anche se il pronao fu aggiunto durante i restauri del 1905.
Di particolare interesse: all’esterno le tre absidi; il severo interno romanico; i capitelli istoriati, sulle volte delle absidi e del coro.
La torre campanaria é del XII secolo, ma venne portata agli attuali 45 m con 8 campane nel 1716.
Nella Casa Parrocchiale é custodita, visibile a richiesta, la splendida ancona di Bongiovanni de’ Lupi del 1480 proveniente dal Oratorio del Paladino.

 

Basilica S.Maria e S.Sigismonodo

Basilica S.Maria e S.Sigismonodo, l'abside.

Basilica S.Maria e S.Sigismonodo capitello


Chiesa di S.Maria Immacolata Concezione.
Chiesa del XV secolo
L’interno si presenta ad una sola navata e custodisce affreschi di scuola Bramantesca attribuiti a Bernardino Zenale.

Rivolta chiesa di S.Maria affreschi
(click per ingrandire)

Rivolta chiesa di S.Maria

Chiesa di S. Alberto
Costruita nel 1731ha linee ondulate tipicamente settecentesche e un grazioso campanile triangolare che sovrasta la struttura.
A destra della facciata si trova l’ossario che fino a poco tempo fa conteneva i resti dei defunti della peste manzoniana.

Oratorio del Paladino
Poco fuori Rivolta, sulla strada per Lodi, sorge l’Oratorio con annessa la Chiesa di S. Michele e la Vergine, che troviamo citato nel diploma di Federico Barbarossa del 1183. Sicuramente nell’antichità svolse una funzione militare molto importante.
Però secondo fonti storiche risulta che la chiesetta è della seconda metà del ‘400. A supporto di questa tesi vi è la certezza che il fortilizio fosse nella cascina Castello a qualche distanza dell’oratorio.

Rivolta Oratorio del Paladino


Parco zoo della preistoria.
E’ una struttura privata aperta al pubblico con ingresso a pagamento e compresa nel Parco Adda Sud.
Occupa un’area di 65 ettari inserita in un bosco naturale di 100 ettari. E’ stato allestito alla fine degli anni ‘70 con la ricostruzione in vetroresina di animali preistorici visibili percorrendo un sentiero ad anello di 4 km.
Oltre alla riproduzione degli animali preistorici sono presenti recinti e voliere con animali vivi

.Riserva naturale fontanile Merlo’ Giovane.
E’ caratterizzato dalla presenza di fontanili dai quali sgorga acqua fresca e limpidissima. Il fenomeno dei fontanili è strettamente legato alla struttura geologica della pianura padana.
Nella fascia settentrionale è costituita da materiali grossolani di natura ghiaiosa, permeabili all’acqua, la quale, penetrando nel sottosuolo, va a formare una falda acquifera.
Verso la bassa pianura il terreno diventa argilloso, quindi impermeabile, ostacolando il passaggio della falda freatica che in tal modo affiora creando i fontanili.
Questi sono captati con l’escavazione delle cosiddette "teste di fontanile" che permettono l’affioramento dell’acqua nelle tipiche "polle" o "occhi di fonte".
La temperatura dell’acqua dei fontanili è costante e si aggira sui 10°-12°. Questo fatto ha sempre avuto una notevole importanza in agricoltura dato che consente l’irrigazione invernale di vaste aree prative denominate marcite con produzione di foraggio anche in inverno.

Si ritorna a Treviglio per la medesima strada.

 

 

torna su
home

webmaster@parcogeradadda.it ................................ info@parcogeradadda