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IL
LAGO GERUNDO
In un soleggiato pomeriggio
di primavera, allettata dalla temperatura gradevole, un’anziana
signora passeggia con la nipote, una bambina di circa otto anni.
“Ti piace questo posto, cara?”
“Sì, ma dove siamo?” chiese la bambina.
“Stiamo passeggiando su quelle che una volta erano le rive
di un lago, chiamato Gerundo, talmente grande che dal parco del
Roccolo, dove siamo adesso, arrivava fino a Lodi”:
“Ma nonna, dove è finito il lago?”chiese incuriosita
la piccola.
“E’ una storia lunga e piuttosto misteriosa. Sediamoci
all’ombra di quel tiglio che così te la racconto…..Fino
a non molto tempo fa, si credeva che in questo lago vivesse un drago,
che terrorizzava gli abitanti delle campagne e per saziare il suo
appetito pretendeva che i contadini gli portassero alcuni bambini
per sfamarsi.”
“E dove è finito il drago?”
“Ci sono due leggende circa la sua fine: secondo la prima,
gli abitanti di Lodi, colpiti da un’epidemia causata dal suo
alito pestilenziale, avrebbero fatto un voto a S.Cristoforo. Se
il santo avesse ucciso la terribile bestia, i lodigiani avrebbero
ristrutturato e ingrandito la chiesa dedicata a lui. Appena fatto
il voto il lago venne prosciugato e il drago morì e il suo
scheletro rimase appeso per anni davanti alla porta della chiesa
del santo.
Secondo un’altra leggenda, Tarantasio (questo il nome che
la fantasia popolare aveva dato al mostruoso abitante del lago Gerundo)
fu ucciso da un nobile cavaliere. Questo coraggioso giovane era
il capostipite dell’illustre famiglia Visconti che, per mantenere
vivo il ricordo di questo episodio, scelse il drago, chiamato poi
Piscione, come stemma per la propria casata.”
“Nonna, ma questa cose sono successe veramente?!” chiese
la nipotina un po’ intimorita.
“Ma no piccolina, stai tranquilla. In realtà le cose
sono andate diversamente…..In epoca romana alcuni laghi formatisi
in epoca glaciale un po’ in tutta la Lombardia iniziarono
a prosciugarsi, e l’opera fu completata dai lavori di bonifica
e canalizzazione dell’uomo. Infatti un canale aperto nell’Ottocento,
che prosciugava il maggiore affluente del Gerundo nel cremasco,
con la sua opera segnò la fine di questo lago. Ma il suo
prosciugamento in realtà era già cominciato nel Medioevo.
Alcune cronache dell’epoca narrano che le zone rimaste per
prime a secco si riempirono si serpenti e probabilmente questo fatto
è all’origine della leggenda del drago.”
“Nonna, non avrei mai pensato che una cittadina come Treviglio
potesse essere al centro di una leggenda così affascinante
e coinvolgente!”
“Allora, se domani avrai ancora voglia di seguirmi nelle mie
passeggiate pomeridiane, potremmo visitare la chiesetta del parco
del Roccolo così ti racconterò la sua storia….e
ti assicuro che è altrettanto appassionante e bella!”
“Grazie mille, nonna. E’ stata davvero una giornata
meravigliosa!!!”
Francesca Rosini e Stella
Guarnieri 3B
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