| |
IL
ROCCOLO (2°Testo)
Treviglio, ultimi singulti dell’800.
A circa un chilometro e mezzo ad ovest del paese, Giovanni, Carlo
e Davide Pescali stanno disboscando un loro piccolo podere: la primavera
si avvicina, ed i fratelli stanno preparando il roccolo per la caccia
agli uccelli di passo.
Quando, verso mezzogiorno, la giovane Caterina porta ai fratelli
qualche fetta di pane e formaggio, incontra Giovanni tutto impegnato
a sferrare colpi di zappa contro una radice particolarmente tenace.
Caterina lo osserva, poi lascia cadere l’involto con le vivande
e sgrana gli occhi.
“ ‘SA FET?” sbotta alle spalle del fratello. Giovanni
trasale, trattiene una bestemmia e si svolta con aria interrogativa.
“ Sa foi?” , pensa, con la zappa alzata.
Caterina va ad inginocchiarsi vicino alla radice e si segna:”Ma
ta édet mia? Ena crus!Ena crus! L’è ‘n
sègn del Signùr!”. Giovanni alza gli occhi al
cielo: è fin troppo abituato alle crisi mistiche della pia
sorella. Nel frattempo, uditi i gridolini di lei, anche Carlo e
Davide sono accorsi.
“ A me la ma semèa ‘n radìs” pensano,più
o meno contemporaneamente,i tre più prosaici fratelli.
Ma Caterina resta inginocchiata e continua a segnarsi,mentre Giovanni
cerca inutilmente di farla alzare per finire il lavoro.
Caterina si ostina,piange,prega, riesce a mettere soggezione persino
ai rudi fratelli. Vuole che la radice venga conservata, anzi: vuole
addirittura impegnare i risparmi di famiglia per erigere una cappelletta
votiva.
Giovanni, Carlo e Davide non sono affatto entusiasti di perdere
una così buona posizione per la caccia, ma nulla può
contro la martellante ostinazione tutta femminile di Caterina.
D’altra parte,qualche peccatuccio da espiare i tre fratelli
ce l’hanno:piccole cose /robetta,visite occasionali al postribolo
del paese,qualche beccaccino abbattuto de sfres/ de sfros nelle
terre della parrocchia….Il Signore non bada certo a certe
sottigliezze,ma non si sa mai.
E poi,a guardarla meglio, quella radice sembra davvero una croce…
L’anno successivo,1900, la
cappella è già ultimata:in stile neogotico, in mattoni,
semplice ma graziosa.
A Caterina brillano gli occhi.I fratelli guardano gli stormi di
passo,ma gli uccelli da richiamo non ci sono più e le prede
volano fuori dalla portata delle doppiette.
Almeno,dell’antico luogo di caccia è rimasto il nome:ancora
oggi, la piccola cappella dedicata a Cristo Redentore è conosciuta
da tutti come la Chiesetta del Roccolo.
Anna 3A
|