LE ROGGE

Cercavo allora le dolci colline
ma s’aprivano distese infinite
di campi gialli e filari di pioppi
perduti fino al lontano orizzonte.
Cercavo cipressi in lente cadenze
danzanti, ma c’eran gelsi rotondi
in lunghe file su rogge opulente
fiorite ai bordi di primule gialle,
rogge segrete di erbe profonde,
cangianti nel sole di primavera
e azzurre alla sera do ombre.
Seguivo tracce di nebbia leggera
al tramonto, bianche come i sogni,
con nuovi sapori d’erbe straniere.
Sospesa nel tempo vivevo il rimpianto
d’immagini amate e l’attesa curiosa
de l’ore a venire. Ancora cammino
fra gelsi seguendo le pallide rogge
nell’ampia pianura avvolta di brume.
Ancor ricerco il brillar degli ulivi
lucenti sui colli, le strade silenti,
i dolci declivi di vetrici rossi.

Maria Mazza Palchetti
“Le ombre e i sogni”

 

 

 

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