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IL FEUDALESIMO
Liceo classico "S.Weil"
Nell’anno 774 il regno longobardo fu conquistato
dai Franchi.
La Geradadda fece parte di un feudo, che fu la Contea di Bergamo.
A capo di essa era il Conte di Bergamo, che esercitava i suoi diritti
nella campagna per mezzo di altri piccoli feudatari, suoi vassalli,
che risiedevano nei vari paesi.
Parecchi piccoli paesi scomparvero e ne nacquero di nuovi : Treviglio,
Caravaggio, Mozzanica…
Presto o tardi tutti ebbero un castello, a volte eretto per difesa
contro possibili aggressioni di nemici, a volte invece costruito
dal feudatario per meglio dominare il paese.
Solo ricerche storiche più fortunate potranno definire i
passaggi feudali di Arcene, che probabilmente seguirono questa trafila
: dalla famiglia Garibaldo ai da Mozzo poi dalla Beretta.
LA RINASCITA COMUNALE
Il secolo XI vide una rinascita generale, grazie
soprattutto ai notevoli progressi compiuti dall’agricoltura
ed al forte aumento della popolazione. Entro la fine del secolo
XII tutti i paesi della Geradadda si costituirono comuni, con i
loro consoli ed i loro consigli che provvedevano al bene della collettività.
Se prima del mille la Geradadda era stata in gran parte sottoposta
al Conte di Bergamo, tra la fine del secolo X e l’inizio del
secolo XI passò gradualmente in parte sotto l’autorità
feudale del vescovo di Cremona.
Rimasero fuori dal suo potere Treviglio, Fara, Canonica e Pontirolo
e questi paesi furono poi esclusi quando Federico Barbarossa, nel
1186, donò la Geradadda a Milano.
Durante le contese tra i comuni lombardi, dopo la morte dell’imperatore
Federico II, Arcene fu rivendicato da Milano, da Cremona e da Bergamo
che già lo aveva aggregato al suo territorio iniziando lo
scavo del famoso Fosso Bergamasco a sud e a est del paese.
IL FOSSO BERGAMASCO
Con la pace di Romano (1267) tra Cremona e Piacenza
da una parte e Milano con i suoi alleati (tra cui Bergamo) dall’altra
venne decisa la continuazione del Fosso bergamasco che rimase per
secoli il confine dei territori di Bergamo, Milano e Cremona.
Tale linea di demarcazione, mutilava la giurisdizione di Arcene
su parte considerevolissima del suo territorio che, scorporato,
veniva aggregato al Ducato di Milano, senza peraltro recare pregiudizio
al diritto di proprietà del comune e dei privati: agli Arcenesi
veniva riconosciuto il diritto di recarsi nei propri territori oltre
il confine per il lavoro dei campi, di raccoglierne i frutti e trasportarli
sul proprio territorio senza dazi o gabelle.

costruzioni, strade e località
di campagna attorno a Treviglio fino al XV sec.
I CONFLITTI TRA I COMUNI
Nonostante qualche passaggio di eserciti, sempre
fonte di guai, il trecento fu per la Geradadda un secolo di pace,
anche perché i Visconti, divenuti signori di Milano nel 1310
e poi anche del nostro territorio, estesero i confini della loro
signoria molto al di là della Geradadda, che perciò
rimase lontana da ogni guerra, se si eccettuano i conflitti tra
i singoli comuni.
Verso la fine del secolo per esempio, questioni di confine fra Treviglio
e Caravaggio rischioarono di provocare conflitto fra i due borghi
; i brignanesi, stanchi di certe prepotenze, si recarono in gran
numero armati a Castel Rozzone ingaggiando una battaglia che lasciò
molte teste rotte tra i due contendenti; Treviglio inviò
quattrocento armati contro Brembate che aveva rotto la bocca di
presa dal Brembo dei nostri fossi. Non erano tanto le cose a suscitare
quegli scontri, quanto lo spirito della gente che, avvicinandosi
la fine del secolo, si fece più turbolento. Fu allora infatti
che si riaccesero i contrasti tra guelfi e ghibellini, che insanguinarono
le terre circostanti alla Geradadda.
Nel nostro territorio non vi furono conflitti, se non a Fara, ma
parecchi uomini parteciparono a spedizioni punitive contro i guelfi,
guidati dai Rozzone e dai Ferrandi di Treviglio e dai Secco di Caravaggio,
tutti fanatici ghibellini.
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